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Venosa: città d'arte!

   

Il Parco Archeologico si trova alla periferia della città, fuori dal centro storico. Ne fanno parte: le terme, le domus, la SS. Trinità e l’anfiteatro.

LE TERME: Scarsi resti di murature in “opus reticulatum” ci permettono di inquadrare le terme fra l’età augustea e quella Giulio-Claudia. Sono composte da un ambiente adibito probabilmente a spogliatoio e da un altro per i bagni freddi (frigidarium), che si presenta pavimentato con mosaico ad animali marini e dotato di una vasca semicircolare. Da un passaggio non più visibile si accedeva ad ambienti a temperatura sempre più alta (tepidarium, calidarium, laconicum). ll riscaldamento era assicurato da forni (praefurnia).

LE DOMUS: A Venosa sono state ritrovate due abitazioni romane. La prima domus, posta accanto alle terme, si presenta con un breve corridoio che immette nell’atrio con una vasca al centro (impluvium), utile alla raccolta dell’acqua piovana. La pianta è quella tipica della casa romana: quattro stanze da letto (cubicula) più il vano principale (tablinum). La sua costruzione risale al ll secolo a. C., ma successivi interventi si sono avuti nella prima età imperiale. La seconda domus è posta di fronte alle terme e, anche se più grande della precedente, non si è conservata in buone condizioni.

L’ANFITEATRO: La fase della sua prima costruzione risale al I sec. d. C.; mentre, la seconda al II sec. d. C. Si presenta a forma di ellisse, scavata solo parzialmente, formata da un anello esterno pilastrato e da un corpo centrale a 3 livelli, occupati dalle gradinate dove sedevano gli spettatori. La funzione di queste gradinate era quella di differenziare gli spettatori a seconda della classe sociale cui appartenevano (anche se si pensa che, principale fruitore degli spettacoli gladiatori era soprattutto la popolazione rurale). Al centro dell’arena vi erano dei sotterranei che fungevano da ambienti di servizio. In virtù di alcuni rinvenimenti (un piccolo tesoro di circa 200 monete, una iscrizione ebraica su una tomba ed alcuni sepolcri, si pensa che forse, per un certo periodo, parte dell’anfiteatro fu destinato a cimitero ebraico.

[si ringrazia www.venosa.it]

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