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I quattro Moschettieri: Tutti per Uno, Uno per Tutti!!!

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 I quattro Moschettieri:

Noemi (maglia scura) – La Mente, Irene (maglia verde) – Il Braccio,  Antonio – Il papà, Grazia – La Bella da Salvare!!!

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI!

 Cari Amici era il 27 gennaio quando scrivevo il precedente articolo, mai avrei pensato a ciò che mi aspettava, mi aspettava una prova più dura di qualsiasi allenamento, di qualsiasi ultra. Questa volta non servivano, Gambe, Fiato e Passione. Servivano Amore, Unione e Resilienza. La resilienza quella qualità che gli sportivi non possono non avere. La resilienza quella capacità di andare avanti nonostante le difficoltà. L’evento che ci è piombato addosso come un vento nucleare non ha mai messo in dubbio l’Amore e l’Unione, l’unione di una famiglia che si muove compatta e prende per mano chi né ha bisogno!!! Alla fine di tutto, quando chi ci mancava è tornata al focolare, con l’emozione che mi riempiva gli occhi e il cuore gonfio di felicità ho voluto ringraziare le nostre meravigliose ragazze: Noemi e Irene che con semplicità e forza si sono fuse al sottoscritto è non hanno mai smesso di essere sicure che l’angelo del focolare sarebbe ritornato a noi. Ben tornata Grazia!!!

In queste due settimane, non ho smesso di correre ho smesso di sognare, muovevo le gambe senza interesse, senza passione come un automa. Le giornate sono scorse senza dormire, mi alzavo verso le 4 andavo al lavoro e andavo in ospedale. Tornavo a casa e alle volte dopo 18 ore da quando avevo lasciato il letto mi vestivo in silenzio e andavo a correre. Non so perché lo facessi, forse perché corro da quasi 34 anni, forse perché correre è un mio modo di esprimermi, di esprimere cosa sento. Credo che ciò che realmente mi spingesse a muovere le gambe fosse un bisogno interiore di avere una certezza: il ritorno di chi mi mancava da morire.

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Le sgambate “pesanti”:

  • Dal 28 gennaio al 16 febbraio 2013: dal 28 gennaio al 01 febbraio corro con uno strano presentimento, più che correre è muovere pesantemente le gambe, sono stranamente stanco e spossato privo della forza d’animo che mi contraddistingue. Domenica 3 febbraio -9 °C, sono in piedi dalle 4 e 30 alle 6 di mattina vado a correre è un giorno che dormo da solo. Mercoledì 6 febbraio sono circa le 22 e 30 salto la cena preferisco uscire e andare a correre devo somatizzare cosa sta succedendo, mentre arrivo le campane intonato la mezzanotte. Venerdì 8 febbraio cosi come mercoledì sono convinto che la cosa migliore sia muovere le gambe e far lavorare la propria anima. Sono “fortunato” perché mi manca il mio amore ma a qualsiasi ora ci sono le nostre due ragazze che mi aspettano con pazienza, impazienza e preoccupazione. Domenica 10 febbraio sono le 6 di mattina cucino gli spinaci, alle 7 e 30 parto, si ma per dove? Penso per qualche chilometro, correrò senza passione per 2 ore e 30 minuti, ho un solo pensiero andare dalla mia vita. Mercoledì 13 febbraio la disperazione mi assale, ma i dubbi non mi sfiorano neanche per un solo attimo, correre è sempre più insignificante, mai l’avrei pensato. Venerdì 15 arrivo dal lavoro, mi cambio sono stravolto, sono stanco, dopo 800 mt il corpo si ribella, mi dice: basta fermati!!! La mente invece mi dice “vai”, il cuore e l’anima si uniscono e convincono il corpo con i suoi muscoli a continuare e cosi dopo 15 km, apro la porta vado in cucina e trovo 3 donne … Noemi, Irene e Grazia. Grazia è tornata!!! Grazie Signore.
  • Domenica 16 febbraio 2013: che fatica alzarsi, però che bello essere nuovamente in due. Verso le 10, con poca voglia e convinzione parto per il consueto lungo domenicale. I muscoli delle gambe non ne vogliono sapere di muoversi in un continuo sali scendi, allora imposto un passo tranquillo, invito la mente a monitorare ogni parte del corpo, cosi percorro 27,6 km con le scarpe nuove. Mi ci vogliono 2 ore 51 minuti e 32 secondi. Troppo? Troppo poco …

 Un Abbraccio Antonio – n. 354.

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«Io credo che l’uomo non si limiterà a sopportare: egli prevarrà. Lui è immortale, non perché unico tra le creature ha voce inesauribile: ma perché ha un’anima, uno spirito capace di compassione, di sacrificio e di perseveranza.» William Faulkner, Discorso di accettazione del premio Nobel, Stoccolma, 10 dicembre 1950.

IMG_0150 sabato 16 febbraio mi faccio un regalo: un nuovo paio di scarpe per correre!!!

Monticello d’Alba, domenica 17 febbraio 2013.

 

 

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