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Oppido Lucano: da qui si domina la valle!

   

Oppido Lucano domina l’alta valle del fiume Bradano dal versante est a 670 metri sul livello del mare. Dal punto di vista urbanistico il nucleo originario del centro abitato si sviluppa a forma di goccia intorno al castello normanno ed alla Chiesa Madre dedicata ai “S.S. Pietro e Paolo”.

Il luogo era già abitato nel neolitico. Infatti, in età preromana (VIII a.C.) acquistò vitalità e importanza. Ne sono testimonianza i reperti venuti alla luce in grande quantità sulla sommità del Monte “Montrone”.

Qui si sviluppò un insediamento osco-lucano che alcuni hanno voluto identificare con l’Opinum,  stazione o nodo viario di una certa rilevanza, citato nell’Itinerarium Antonini,. Così non sarebbe un caso se proprio ad Oppido Lucano venne scoperta la celebre “Tabula Bantina”, documento in lingua osca e latina tra i più significativi mai rinvenuti. Dopo la conquista della Lucania da parte dei romani, l’agro di Oppido Lucano conobbe una stagione di grande operosità. I terreni fertili della piana del Bradano rispondevano alle esigenze dei nuovi padroni, sicchè fu tutto un fiorire di villae, utilizzate fino all’età tardo antica. Ne sono testimonianza le ville romane di Masseria Cicciotti e di S. Gilio (II, I secolo a.C.).

La vita sembra riapparire, dopo secoli di buio, nell’XI sec., allorché i Normanni, per controllare il territorio e proteggerlo dalle scorrerie dei Saraceni, vi fondarono un grande castello (definito Magnum Castrum). In tale contesto probabilmente nacque e visse, fino alla sua conversione all’ebraismo, Giovanni Abdia (o secondo la lingua ebraica Johannes Obadiah), figlio di Drochus, primo feudatario di Oppido. A lui, proselito normanno, convertitosi all’ebraismo e trasferitosi in oriente, appartiene la più antica melodia ebraica finora nota. Col passare del tempo l’Oppido medievale mostrò vivacità, testimoniata dal gran numero di abitanti, tra i più elevati della zona, al punto che Carlo I d’Angiò vi stabiliva un mercato settimanale. Ne furono feudatari gli stessi angioini. Ad essi successero le famiglie Zurlo e poi gli Orsini. Un membro di questi ultimi, tale Raimondo, nel XV secolo concesse alla comunità oppidana gli Statuti Municipali. Dal 1862 al 1933 il paese è stato chiamato Palmira. Ecco perché alcuni tratturelli regi che proprio da Oppido partono, si intitolano con questo nome. Essi sono il tratturello regio Palmira – Bradano e Palmira – Monte Serico – Canosa.

Tra i personaggi di Oppido Lucano citiamo oltre a Giovanni Abdia, anche Francesco Grimaldi, figura singolare di architetto nell’età della controriforma; Lorenzo Cervellino, autore nel ‘600 di popolari opere legali scritte in lingua volgare; Angelo Lancellotti, frate e biblista di grande fama.

[Si ringranziano Pierluigi Fastidio e Antonio Lancellotti per aver messo a disposizione rispettivamente il video e la foto]
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