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L'ostinato!!!

 100313

I pertinaci sono i sublimi. Chi è soltanto audace non ha che un impulso; chi è soltanto valoroso non ha che un temperamento; chi è soltanto coraggioso non ha che una virtù; l’ostinato nel vero ha la grandezza.

Victor HugoI lavoratori del mare, 1866

 Carissimi Amici, ebbene sì, oggi mi sento come la formica che ostinatamente continua a spingere “una cosa” più grande di lei, senza mai mollare. Sa di non poterselo permettere. Cosi, mentre tutto sembrava volgere contro la mia preparazione, io continuavo, con ostinazione e un “pizzico” di massa grigia!!! Anche perché non ne ho molta da utilizzare.

Come avete avuto modo di leggere negli ultimi articoli, è da circa un mese che le gambe non ne vogliono sapere. Certo si dice che siano le gambe, ma sostanzialmente è il corpo che lancia dei precisi segnali (non di smettere) ma di comprendere il motivo di questo malessere. Grazie a questi segnali e alla loro analisi (molto più semplice sarebbe stato ignorarli) sono convinto di aver imboccato la strada giusta. Strada volta verso la soluzione. Ora, l’unico dubbio è: riuscirò a risolvere quanto, prima del 04 maggio 2013? Non ne ho la certezza, però ci provo con l’unica ricetta possibile, Frangar, Non Flectar – Mi spezzo ma non mi piego. Resilienza, Resilienza, Resilienza!!!

Oggi, differentemente, dalle ultime domeniche, mi sono positivamente stupito: riesco a correre si con fatica ma anche e soprattutto con gioia. Il corpo mi segnalava che la “benza” era quasi al termine, ma erano trascorsi 30 km!!! Cosi, ho accettato il nuovo passo ed ho chiuso la mia prova in 3 ore e 8 minuti. 188 minuti, nei quali ho percorso 35 km!!! 

Ecco i cambiamenti che mi sono imposto:

  1. meno km,
  2. lunghissimi domenicali alternati uno ogni due domeniche,
  3. andatura più lenta,
  4. alimentazione introduzione della carne (non sono vegetariano, ma faccio molta fatica ad alimentarmi con essa), introduzione delle zuppe tipo zucca e cicerchia,
  5. colazione diversificata a giorni alterni, una volta dolce (vedi il mio articolo del 13 gennaio 2013), una volta salata. Introduzione della “Quínoa Real” in alternativa ai fiocchi di cereali.

Cinque semplici regole, con le quali credo di poter ritrovare la forma persa!!! Diciamo la forma che si sta riposando … Sempre il bicchiere mezzo pieno!!! 

Due note su:

  • Quínoa Real: La quinoa è testimone di biodiversità, già venerata dagli Inca come pianta sacra, viene coltivata da oltre 5000 anni sugli altipiani pietrosi delle Ande ad altitudini comprese tra 3800 e 4200 metri. La quinoa è un alimento particolarmente dotato di proprietà nutritive. Contiene fibre e minerali, come fosforomagnesioferro e zinco. È anche un’ottima fonte di proteine vegetali. Contiene inoltre grassi in prevalenza insaturi. La quinoa, non contenendo glutine, può essere consumata dai celiaci. Esistono oltre 200 varietà di quinoa. La varietà più utilizzata è la quínoa Real con un basso tenore di saponine. Altre varietà commercializzate sono: Bear, Cherry Vanilla, Cochabamba, dave 407, Gossi, Isluga, Kaslala, Kcoito, Linares, Rainbow, Red faro, Red head (che presenta una buona adattabilità ai climi piovosi), Temuco.
  • Cicerchia: In greco lathiros, in latino cicerula, la cicerchia, proveniente dal Medio Oriente è una leguminosa che nasce da una pianta erbacea a ciclo annuale, molto simile a quella dei ceci. La sua storia affonda nella notte dei tempi, la cicerchia è un antico legume ricco di calcio e fosforo e di oligoelementi, cresce anche su terreni poveri e in condizioni difficili, resiste alla siccità e alle basse temperature. Ricca di proteine ed amidi, vitamina B1 B2 e PP, molto calcio, fosforo, fibre alimentari la cicerchia viene consigliata in oligoterapia nutrizionale, nei disturbi della memoria, nell’affaticamento celebrale, consigliata a studenti ed  anziani. Molto adatta ai vegetariani che tendono a sentirsi deboli ed astenici. 

È il momento delle sgambate “della settimana”: 

Mercoledì 06 marzo: con il pensiero di dover correre e fare poca fatica, si fa poca strada!!! Quindi inizio e faccio vagare la mia mente verso altri lidi. Non è semplice, ma ci provo e percorro 14 km con un passo “felpato”. Arrivo provato, alla ricerca di una doccia e un po’ di riposo. 

Venerdì 08 marzo: è l’allenamento più difficile, la mente pensa già a domenica e alla fatica immane che dovrò fare. Quindi, gambe in spalla, e lasciamo la gestione alla “logica” … l’economizzatore controlla passo dopo passo l’andatura e la regola di conseguenza, arriverò con un ritardo di 3’ su venerdì scorso. Però, oggi non è altro che un altro allenamento verso Banzi. 

Domenica 10 marzo: l’uscita di oggi è di quelle che si fanno sentire nel corpo e soprattutto nella mente, 35 km!!! Non faccio altro che sommare i vari percorsi, per cercare quello giusto. Alla fine, decido di iniziare a correre e verificare come sto. Dopodiché definirò il percorso. Verso le 9, dopo una colazione diversa dal solito: yoghurt + Quinoa + Polline + Miele di Castagna + Olio di Lino + Olio di sesamo + fette biscottate fatte in casa con marmellata di ciliegie anch’essa casalinga + noci e nocciole del nonno, parto per la mia avventura. Comprendo subito, che qualcosa sta cambiando, quindi mi convinco che posso osare … allora io e me stesso decidiamo per intenso sali scendi. Arriverò: stanco, felice e con un gran vescicone sotto il mignolo del piede destro, certo che sto ritrovando la via smarrita. 

Un Abbraccio Antonio – n. 354.

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 Di tutte le bestie selvagge,

l’uomo è il più difficile da trattare.

“Platone”

finale100313

 

 

 

 

P.S. Dimenticavo: da oggi potrete leggere altri miei pensieri sulla corsa, nel sito: www.RunningItalia.it

Vi aspetto. Grazie.

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