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Si, mi ricordo! – di Giuliana Montagnin

8 maggio 2010 – 6 ORE DEI TEMPLARI

Partii verso sera, cuccetta come avevo già sperimentato per la 24 ore di Palermo. Mi feci una fantastica dormita fino a Spinazzola, credo si trovi nelle Puglie.

A quel punto scesa dal treno tutta baldanzosa chiesi al capostazione che mi venne incontro: Scusi dov’è la stazione delle corriere? Mi guardò sorpreso come fossi una marziana, il paesino era talmente piccolo…

Scusi c’è forse un taxi?  Assolutamente niente, il capostazione fu gentilissimo, mi fece accomodare nel suo ufficio e, comprendendo la situazione, mi chiese se avevo con me il cell e i nr telefonici degli organizzatori della gara. Per fortuna avevo tutto, mi preparò addirittura un caffè e mi offrì una brioche tolta da un armadietto. Veramente carini e ospitali da quelle parti! Mi raccontò che spesso gli capitava di veder scendere poveri immigrati senza nulla con sé e lui li ristorava e li aiutava a rivolgersi alle autorità.

Dopo una mezz’ora arrivò con l’auto un parente o un amico di Gabriele, l’organizzatore della gara. Ringraziai e salutai il capostazione e tranquillamente seduta in auto fui condotta a Banzi.

Cenammo tutti assieme, atleti ed organizzatori. Ci vestimmo pure in maschera, un bell’abito da dama dell’epoca, un atleta ci fotografò io e Silvana, una mia corregionale di Remanzacco UD. Talvolta guardo la foto ed ho dei bei ricordi.

Dormimmo in un convento molto vicino al percorso della gara, vicino c’era un bar ove potemmo fare una bella colazione.

Alla gara partecipò pure Silvana, lei era scesa con l’aereo, e poi aveva visitato il Teatro S. Carlo di Napoli, poi in un modo o nell’altro era arrivata a Banzi, così pure il buon Francesco Capecci.

Gara bellissima, ne conservo un buon ricordo, un circuito di circa 1 km o poco più, un po’ saliscendi, solo un tratto bruttino da correrci su grossi lastroni di pietra un po’ consunti, mi ricordavano la nostra P.zza Unità, quella di una volta, ora non è più così, ce l’hanno rimessa a nuovo con lastroni perfetti, credo che nel sito della maratona di Venezia li chiamino “maseni”.

Toccai la maratona in 5 ore e 2 minuti, lo notai al video, ottima idea quella del video, poi tranquillizzata dal fatto di aver fatto almeno i 42 km, proseguii correndo avanti il bel girotondo che mi aveva promesso Sabrina, un’amica di Facebook. Feci la sua conoscenza lì a Banzi, cioè lei si fece riconoscere: io son poco fisionomista.

Feci un buon chilometraggio, premio di cat., felice e contenta, credo III, comunque qualche km in meno di Silvana, lei è forte!

In quell’occasione rividi Marco Zulli. MITICO GRANDE MARCO. Lo avevo conosciuto a Luco dei Marsi quando dopo 5 ore di corsa quello appena si scatenava alla grande, il percorso era stretto e lui doppiava tutti in continuazione urlando a squarciagola STO A DESTRA, STO A SINISTRA, così tu sapevi di non cambiar traiettoria… UN BOLIDE insomma.

A Banzi il percorso era più largo, anzi nei giorni precedenti la gara ero talmente preoccupata della partecipazione di Richard Whitehead, l’atleta con le protesi, ricordo che guardavo su internet come correva. Mi incuteva timore, vedevo che correva spostando gli arti verso l’esterno in modo impressionante. Temevo mi agganciasse, invece filò tutto liscio, le vie erano larghe. Vinse come prima donna una simpatica biondina Sarka Machackova di Brno (wow pensai, dove si corre la 48 ore!).

In quel periodo c’era una certa nube di un vulcano su a nord dell’ Europa, così Silvana si ritrovò a dover rinunciare all’aereo, di voli non ne partivano. Raggiungemmo Bari accompagnate in auto da un signore del posto. Non vorrei ricordar male ma credo fosse il sindaco del paese. Ci raccontò di varie iniziative sportive, fu gentilissimo.

A Bari Silvana prese un treno diverso dal mio, lei comunque era diretta a Udine. Io bighellonai vicino alla stazione e scopriii l’Università dentro un bellissimo parco. Al volo aprii la valigia ed estrassi la macchina fotografica, io lavoro all’Università di Trieste.

Belli quei posti, bello il viale, assomigliava a Palermo, peccato aver poco tempo per fare la turista. Per me si tratta sempre di toccata e fuga, la mia Trieste è tanto lontana… in capo al mondo.

Salii sul treno e giù la cuccetta, solita dormita fino a VE Mestre, cambio treno e poi dopo ore e ore finalmente Trieste.

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