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Guardia Perticara: un borgo in pietra

Guardia Perticara – Potenza

Non tutti sanno che Francesco Rosi ha girato molte sequenze del film tratto dal libro Carlo Levi ”Cristo si è fermato ad Eboli” in un paese chiamato Guardia Perticara. Il nome del paese deriva da castrum Perticari e la pertica nei latifondi longobardi è la parte di territorio assegnata alle famiglie dei coloni. Guardia Perticara è un paese della provincia di Potenza situato in un territorio di speroni collinari e in una posizione dominante rispetto alla valle del torrente Sauro. Il paese, dalle origini antichissime, ha conservato fino ad oggi intatto l’aspetto del borgo medioevale con le case in pietra a “faccia-vista”, i vicoli stretti, le scale che si inerpicano fin su al castello. Lungo l’antica via dei Carbonari e le altre strade del centro, affacciano le case ed i palazzi storici di Guardia, ricchissimi di particolari architettonici e decorativi di rilievo: le pietre lavorate dai maestri artigiani e le volte in mattoni rossi. Di grande suggestione l’atmosfera in piazza Europa, un tempo piazza del Popolo : la fontana, la chiesa, il palazzo, il bar; la farmacia, creano nella piazza una “naturale” ed affascinante ambientazione neorealista. Guardia è un borgo che si percorre a passi lenti, incrociando gli sguardi benevoli delle donne sull’uscio di casa, e non è retorico pensare che qui, quando è venuto a girare le sequenze di “Cristo si è fermato ad Eboli”, il regista Francesco Rosi abbia trovato quell’atmosfera di paese altrove dispersa. La giusta cornice neorealista, insomma, dove anche la biancheria che penzola tra i vicoli è meno sciatta dei materiali dell’edilizia popolare con cui sono stati rovinati tanti piccoli centri storici. A Guardia Perticara, invece, resiste orgogliosamente la pietra: quella pietra di Gorgoglione che dà vita e spessore a portali, gradinate, archi, ballatoi e si sposa coi balconi in ferro battuto, e certamente anche con l’aria fresca che porta i profumi dei boschi ed entra nei vicoletti senza incontrare resistenza. Le pietre e le volte avvertono il visitatore che questo è un borgo che fa sul serio, nel recupero della sua identità.

Fotografie di Antonello Bartolomeo Nobili Saiz

(si ringrazia sussidiarioillistrato)

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