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Guardia Perticara: archeologia di un centro enotrio

L’iniziativa si propone di mostrare, attraverso una preziosissima collezione di reperti in ceramica, bronzo e ambra, le tracce di uno dei più importanti ( e probabilmente tra i meno conosciuti) popoli italici dell’ Italia meridionale, gli Enotri, risultato di un lungo processo di movimenti di popoli, in particolare dall’area balcanica, e di apporti ed influenze dall’area Egea e Tirrenica.
Una presenza, quella Enotria, che si estese su un territorio molto vasto, dalla Calabria fino alla linea Metaponto – Posidonia, ossia dalla foce del Bradano alla foce del Sele, sia sulle zone costiere che nelle aree interne.
Moltissime le tracce andate disperse, nei secoli a causa del saccheggio di un immenso patrimonio storico, fino a quando con l’istituzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata ( 1964), fu avviata un’attività di ricerca sistematica nell’area del Sauro.
A Guardia Perticara, agli inizi degli anni novanta, fu scoperta una necropoli Enotria (VIII-V secolo a.C.), una delle più importanti realtà archeologiche italiche dell’Italia meridionale, che oggi rivive grazie alla mostra archeologica.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, dalla Regione Basilicata, dall’ Apt Basilicata, dal Comune di Guardia Perticara con la partecipazione di Total, Shell ed Exxon Mobil.

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