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Capa Tosta!!!

 Omnia Vincit Labor

desert01_030313 La fatica vince ogni cosa

 Carissimi Amici,

oggi parliamo di: Stress!

È da qualche settimana, che correre la domenica mattina è diventata un’impresa titanica, quindi è arrivato il momento di capire da che parte sto!!! 

Allora iniziamo le danze e ragioniamo insieme!!!  

Definizione di Stress il cui nome reale è: Sindrome generale di adattamento di Selye.

Hans Selye definì come “Sindrome Generale di Adattamento” quella risposta che l’organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di svariati tipi di stressor, quali stimoli fisici (ad es. fatica), mentali (ad es. impegno lavorativo), sociali o ambientali (ad es. obblighi o richieste dell’ambiente sociale).
L’evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:

  1. Allarme, l’organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping) sia fisici che mentali. Esempi sono costituiti dall’aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal (attivazione psicofisiologica).
  2. Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole, ad es. le ghiandole surrenali.
  3. Esaurimento, se gli stressor continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica. Quest’ultima fase è la più pericolosa, in quanto l’esposizione prolungata ad una situazione di stress può provocare l’insorgenza di patologie sia fisiche che psichiche, tipo disturbi d’ansia. In particolare, lo stress cronico attiva un circuito composto da strutture cerebrali e da una ghiandola endocrina (asse ipotalamo-ipofisi-surrene), il surrene, il quale aumenta la secrezione di cortisolo. Quest’ormone, anche conosciuto come ormone dello stress, se presente in quantità superiori alla norma provoca vari disturbi.

Tra i sintomi più frequenti dello stress ricordiamo: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, frustrazione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, diabete, ipertensione, cefalea, ulcera.

Hans Selye and stress_030313Hans Selye

Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l’organismo subisce quando vi è un cambiamento nell’equilibrio tra organismo e ambiente. L’ansia è una sua possibile conseguenza.

Lo stress può essere di due tipi:

  • eustress (eu: in greco, buono, bello) o distress (dis: cattivo, morboso).
  • L’eustress, o stress buono, è quello indispensabile alla vita, che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti. Un esempio può essere una ottima prestazione sportiva, la quale attribuisce maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni.
  • Il distress è invece lo stress cattivo, quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Un esempio può essere una pessima ed imprevista prestazione sportiva. Soprattutto se ripetuta nel tempo.

Ognuno di noi risponde in modo diverso agli eventi stressanti, che di sicuro gli attraverseranno la vita. Questo perché ogni persona, sulla base del proprio pregresso apprendimento, interpreterà ed avvierà strategie diverse per combattere lo stress negativo. Utilizzerà schemi comportamentali e di pensiero, necessari per farci risparmiare energia fisica e mentale. 

Ecco perché mentre mi facevo la doccia ho approvato quanto mi passava nella mente da qualche giorno: devo cambiare lo schema di preparazione alla 6 ore, quello impostato mi porterà si preparato fisicamente ma talmente stanco che se faccio 50 km, posso dire di essere miracolato. E allora, grazie al bicchiere “sempre” mezzo pieno e al pensiero positivo “distress”, ecco come cambierò la mia preparazione: mercoledì – 1,6 km eliminato il fartlek, venerdì -1,6 km passo tranquillo, alternanza  della corsa domenicale con una domenica dedicata al lunghissimo (30-35-40 km) e una domenica dedicata al “battere la fiacca” massimo 21 km. Cosi con qualche km in meno e un sogno più piccolo, arriverò a Banzi 2013 fresco e motivato. Perché l’attuale situazione di stress, maturata anche esternamente all’attività fisica, ha minato la mia capacità personale di correre in modo piacevole. La corsa è divenuta più un: Resistere, Resistere, Resistere!!! Non è ciò che cerco. 

È il momento delle sgambate “della settimana”:

  • Mercoledì 27 febbraio e Venerdì primo marzo: un giorno più veloce dell’altro!!!
  • Mercoledì: bel passo, non veloce ma elastico. Corro assaporando l’arrivo della tiepida primavera. Alla fine avrò percorso 14 km, abbassando il limite di 90”.
  • Venerdì: la temperatura è primaverile ci sono circa 7 °C (certo primaverile per il Nord!!!), il passo è veloce, la preoccupazione sale … sono consapevole che se continuo cosi, domenica sarà un calvario. Difatti arrivo con -120” su mercoledì. Per domenica prevedo guai!!!
  • Domenica 03 marzo 2013: da subito, dal primo passo, mi rendo conto che oggi sarà un calvario … però da “Capa Tosta” quale sono, continuo per quasi 22 km. Mi capita di tutto: dallo stomaco che mi fa un male incredibile, alle gambe doloranti, ai muscoli che chiedono pietà ma io insisto. Passo lento, senza nessuna velleità, ma ciò che è stato deciso si farà. Al termine sono “quasi” distrutto, ma ho una certezza in più: ci vediamo a Banzi il 04 maggio … mancano 61 giorni, ho tutto il tempo necessario per fare qualche modifica fisica e mentale. 

Un Abbraccio Antonio – n. 354.

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foto finale 030313

Combattuto speso, perduto a volte, abbattuto mai

scritto sulla canottiera di un concorrente francese alla 25° edizione dei Cento chilometri del Passatore.

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