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38 km e meno 48 giorni …

   

Carissimi,

anche questo è andato, però è stata veramente dura, ma proprio dura, anzi di più!!!

Ecco la mia mattinata:  sveglia alle 6.30, colazione verso le 7 con yogurt, tè e biscotti. Oggi per la prima volta in assoluto dopo 33 anni di corsa, utilizzo un olio   riscaldante, la sensazione è buona sembra di correre e di sentire i muscoli massaggiati nel contempo. Partenza ore 8.15, devo ammettere che sono un “pochetto” preoccupato, comunque iniziano le “danze”, primo passaggio ai 3,7 km 20′.48″ non male, a metà allenamento passo in 1 ora 48′ e 20″ proiezione 3 ore 36′ e 40″. Oggi non ci siamo, mi sento stanco e svogliato, cerco di svagarmi guardando il solito paesaggio (dovrò ripeterlo per 10 volte), trattori al lavoro, 3 persone intente a controllare le api, un mio amico e sua moglie che corrono anch’essi, una ragazza con un lupetto al guinzaglio … verso il 25 km, capisco che la faccenda si farà dura, mancano 13 km cosi come si dice da queste parti “inizio a battere i coperchi“, dal Piemontese: bate le cuverce, cioè andare fuori di testa. Meno male che al 30 km subentra mia moglie, il suo primo commento è: se non te la senti vatti a fare una doccia!!! Non ci penso nemmeno, andiamo … tra me penso che la doccia non era una cattiva idea!!! Anche perché lei non lo sa, dopo non mangeremo a casa (con la sua famiglia gli abbiamo preparato una sorpresa per il compleanno), io che lo so capisco che dopo la fatica sarà ancora maggiore. Oggi si inverte il solito ordine, lei davanti che ogni tanto si volta e io dietro che la seguo, sempre più claudicante. Supero le 3 ore e inizio in conto alla rovescia, faccio calcoli su calcoli e mi rendo conto che nonostante tutto il tempo è buono. Finalmente il ritorno, la agognata casa e le infide scale, comunque sia termino in 3 ore 36 minuti e 21 secondi, la poriezione è stata rispettata. Però oggi parlando e soprattutto ascoltando il mio corpo e le sensazioni trasmesse ho capito una cosa: questo è stato l’ultimo lunghissimo prima della sei ore, adesso modifico la preparazione (avevo ancora un lunghissimo il primo aprile), preferisco rinunciare qualche km ma arrivare “fresco” alla gara.  Cosi per finire “cosciente”, anche se penso che ne vedrò (parlando di me medesimo!) delle belle.

Ora, dopo 38 km, un pranzo fantastico, l’impacco di argilla verde al tallone per togliere l’infiammazione, un buon libro nel comodo lettuccio non me lo toglie nessuno … prima però prenoto le vacanze!!!

A mercoledì Antonio 

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