Vivi per essere meraviglia!!!

 Banzi , Anno Nostrae Salutis 2012, sabato cinque maggio,

 ebbene sì ho rubato la citazione della Manifestazione, in cambio di quella fetta di cuore che mi ha portato via!!!

Pensavo di dover descrivere una gara, la mia gara quella del rientro e invece mi sono reso conto che non ero andato a fare una semplice gara, ma ero diventato un tutt’uno con una “Manifestazione” con la M maiuscola.

Per mesi e mesi ho descritto i miei allenamenti,  le mie fatiche, le difficoltà, gli infortuni ma la cosa che volevo fare era di trasmettere le mie emozioni e l’entusiasmo con il quale affrontavo questa nuova avventura. Correvo per rilassarmi, correvo per stare con l’amore della mia vita, correvo 60’ a settimana. Invece, come d’incanto mi sono trovato a prepararmi per una Sei Ore. Dopo 840 km passati a correre e 140 km passati a nuotare con qualsiasi condizione fisica o atmosferica, il grande giorno è arrivato: si parte per Banzi!!! I Pauperes commilitones Christi templique Salomonis ci aspettano!!!

  1. Inizia il racconto: Il viaggio alla volta di Banzi.

Cosi dopo mesi di attesa e di km percorsi su strada e in vasca, ripetendo sempre lo stesso percorso, eccoci in viaggio: io, il mio angelo custode “mia moglie Grazia”, Valerio e Alexis cari amici da 34 anni. Una compagine migliore non poteva esserci. 

Valerio e Alexis.

Giovedì 03 maggio inizia il viaggio da Monticello d’Alba a Banzi, 1000 km di musica, chiacchiere e allegria. Dopo circa 10 ore arriviamo presso l’Azienda Agrituristica Carrera della Regina di Genzano di Lucania, ci aspetta Dario, è una persona molto gentile oltre che premurosa, capace di comprendere i reali bisogni. Il posto è bellissimo, la vista del panorama è da mozzafiato. Aleggia un gran silenzio, la campagna con i suoi colori primeggiano su tutto, il verde del grano, il giallo della colza, il rosso dei papaveri. Cammino verso la verde campagna è mi godo il silenzio.

Uno scorcio della Carrera della Regina.

Fantastico. Però, però e ancora però io ho “l’ardichella” quella voglia incontenibile di conoscere “Luigi”, l’anfitrione di Banzi colui che mi ha permesso di vivere una stupenda avventura: poter scrivere nel sito ufficiale della manifestazione.

Il mio desiderio viene esaudito verso sera, arriviamo a Banzi è la prima cosa che faccio è di telefonare a Luigi, lo vedo a poca distanza da me che dimena il cellulare in segno di riconoscimento. Il nostro incontro si suggella con un forte abbraccio e uno sguardo. Mi rendo subito conto di aver trovato un nuovo amico, nuovo un tesoro. Luigi è quella tipica persona che ti basta guardarla per sentirne la bontà, è di quelle persone che si danno tantissimo per gli altri. Insieme a lui conosco altre persone, tra le quali Matteo “il ragioniere” del gruppo e Vito. Mi sento a casa.  (P.S. Ne ho conosciute molte altre, con le quali mi scuso ma, ho un difetto: faccio fatica a memorizzare i nomi. Vi abbraccio forte forte!!!)

La gara inizia con una visita (la gara, scusatemi pensavo di essere venuto a fare una semplice gara. Invece iniziavo a capire di essermi sbagliato!!!), meglio il soggiorno inizia con la guidata all’Abbazia di Santa Maria di Banzi, un vero gioiello. 

L’amanuense o il Copista.

Chiudiamo la serata andando a cenare da Savino, un ristorante semplice, con una cuoca bravissima … quanta buona pasta abbiamo mangiato, condita con un sugo con salciccia ai semi di finocchio, olive e quel leggero piccante che non guasta … e non solo!!!

Giovedì si chiude, siamo immersi nel silenzio, mi sento sereno e contento … è ora di fare la nanna. Matera con i suoi millenari Sassi ci aspetta!!! Un attimo ho dimenticato una cosa: arriviamo tardi alla Carrera della Regina, pochi minuti dopo sento bussare “chi sarà? mi domando”, vado ad aprire e chi ci trovo: Dario con una borsetta termica, dentro c’è il mio ghiaccio portatile per il dolore al ginocchio destro. Questi sono i dettagli che fanno la differenza. Buona Notte …

2. La gita a Matera.

Venerdì 04 maggio inizia presto, sono circa le otto, andiamo a fare la colazione e qui il secondo dettaglio che fa la differenza: Dario non dimentica che prima della colazione bevo una spremuta di limone e acqua. [Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.] Partiamo alla volta di Matera, arriviamo verso le 11, siamo alla ricerca di un posteggio, ci fermiamo e in meno di un nano secondo siamo avvicinati da un “Promoter” per turisti fai da te, ci propone un parcheggio gratis, una visita guidata e una degustazione: voi cosa pensate che abbiamo fatto? Abbiamo accettato, perché la simpatia va aiutata, cosi come il PIL di Matera.

I Sassi di Matera, li ad ospitare le persone da 25000 anni sono qualcosa di allucinante, il tutto va aldilà della semplice immaginazione. La guida è molto brava, parla un ottimo inglese, con noi c’è una coppia di simpatici tedeschi. Dopo tre ore passate a girovagare meravigliati tra i Sassi e dopo aver degustato le bontà del luogo e dopo averle anche acquistate, ci dirigiamo verso un’ottima pizzeria. Slurp anzi doppio Slurp!!! 

Matàërë. I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1993

È ora di tornare a casa, il navigatore sembra impazzito, continuiamo a girare nelle stesse strade, colpa di un raccordo chiuso. Ma Valerio ha il colpo di genio: guardiamo la cartina (!) e dirigiamoci paese per paese con il navigatore. Morale arriviamo dopo quasi 2 ore!!! Ciumbia!!! (Tradotto dal milanese: Accidenti!!!)

  1. Il Pasta Party con i vestiti medioevali.

Dopo il meritato relax misto doccia, ci avviamo al volta di Banzi ci aspetta il Pasta Party con i vestiti medioevali. Quando andavo in bici, ho partecipato a vari pasta party, ma uno con i vestiti medioevali, uno con cotanta ricchezza di cibo, questo giammai. Solitamente la pasta era scotta, era contata e non ci si sfamava. Invece quella sera ne abbiamo avuta quanta ne volevamo, ben cotta e condita, digerita con dell’ottimo vino. Io, sigh, da buon sportivo mi sono limitato ad un bicchiere triste con tre dita di vino. (Non in piedi ma orizzontali!!!)

Valerio&Alexis con Antonio&Grazia

La serata è stata allietata dal gruppo musicale degli “Errabundi”, che oltre la musica ha fatto giocare le persone presenti.

Poteva mancare “Luigi”?

Più il tempo passa e più mi rendo conto che l’atmosfera mi sta rapendo, sto si aspettando la gara, ma tutto ciò che mi circonda mi sta ammagliando.

È tardi dobbiamo andare a nanna, domani è il grande giorno. Mi informo come si svolgerà la giornata, decido che devo essere presente sin dalla mattina per vedere con quanto ardore e passione dapprima i bambini, i ragazzi e i diversamente abili correranno la loro gara.

Buona Notte … strano ma vero, dormo sereno e tranquillo con il ghiaccio sul ginocchio!!! Certo, Dario non si è dimenticato cosi quando arriviamo lo trovo nella sua borsetta termica appeso alla maniglia della porta di entrata.

  1. Il giorno tanto atteso.

Sabato 05 maggio, dopo i riti del dopo sveglia, aspettando gli altri tre, metto le cuffiette avvio mp3 e cammino verso il verde panorama. Alla mente giungo le note di Two Step From Hell, Eye Of The Tiger, Ecstasy Of Gold dei Metallica,  Sadisfaction dei Rolling Stones, Smoke On The Water dei Deep Purple, gli AC DC, i Rem sto cercando dentro di me la concentrazione e la tranquillità. Colazione, pulizia dei denti e vai che andiamo a Banzi, sempre con la stessa musica: Two Step From Hell, è fantastica, mi carica tantissimo oltre che essere legata ad un video del Gran Premio di Spagna del 2008 dove il GRANDISSIMO VALENTINO umilia LORENZO. La ascolto più volte. (Come sto facendo ora!!!) Arriviamo a Banzi intorno alle 10, le gare dei più piccoli sono appena iniziate, le guardo fino verso le 11, poi mi dirigo al pranzo dedicato ai partecipanti alla maratona e alla Sei Ore. Il pranzo viene allietato dalla conoscenza di un partecipante Napoletano alla Sei Ore. Il tempo scorre, non vedo l’ora che siano le 14, e le 14 non si fanno attendere. Sono le 13.30 è ora di andarsi a cambiare, mi preparo con meticolosità , incrociando gli sguardi allegri degli altri partecipanti. Concludo massaggiandomi le gambe con un olio riscaldante. Arrivo sotto lo striscione e ora di fare la foto con dedica a Jairo è il suo compleanno e gli ho promesso che avrei dedicato anche a lui questa mi gara. Fatto.

Ogni promessa è debito!!!

Ora mancano pochi minuti alle 14, è giunta l’ora di salutare il mio Amore, rassicurarla con un bacio e darle l’arrivederci alle 20. Insieme a lei restano Valerio con il compito di fare le fotografie e la sua dolce metà Alexis.

Scusate, mi ero dimenticato dei cerotti!!!

Tre, Due, Uno lo sparo la liberazione: finalmente sono nuovamente in gara, sono passati 20 anni dall’ultima volta, era il settembre del 1992 era un 5.000 in pista, ero andato per vincere e sono stato legnato!!! Il tempo scorre, non credo ai miei occhi c’è un sacco di gente che ci guarda e man mano che passa il tempo il loro numero aumenta. Incredibile, per sei ore un’intera famiglia è stata seduta a guardare i nostri passaggi, ad ogni giro arrivava un nuovo componente!!! Vedo ragazzi intenti agli spugnaggi, ragazzi in bici dedicati al recupero delle spugne, vedo anziani seduti sui graditi, sulle sedie, vedo bimbi che chiedono un cinque con le mani e un forza Juve, sento le persone che ci incitano, ci applaudono, ci incoraggiano, ci spingono con il loro calore!!! Il fisico risponde lo devo rallentare, il fisico non risponde i crampi alle cosce lo attanagliano, allora il caro Valerio mi corre al fianco e mi dice: tu vai io vado a comprare una Gatorade e te la sporgo al prossimo giro. Grande!!! Mia moglie gli da anche i granuli omeopatici di Arnica, che servizio!!!

Ci siamo …

I giri passano, chiedo a Valerio di andare a vedere a che punto sono, a questo punto devo fare perlomeno la maratona. Lui corre, sono al 20esimo giro. Mi chiede cosa intendo fare, risposta: concludere ciò che ho iniziato. La cornice è sempre più bella, la musica, lo speaker, sento citare il mio nome e il numero di giri fatti, da lontano riconosco la corsa di mia moglie, canottiera e pantaloncini e via ad aiutarmi. Amore mio!!! Gli spettatori sono sempre di più, che meraviglia, di tutto il loro calore mi alimento e continuo a correre, claudicante, dolorante, ma per nulla al mondo mi sarei fermato. Il mio amore mi fa un check up correndo, mi dice ora che hai fatto la maratona perché non ti fermi? Per risposta, piazzo un allungo pazzesco, ci devo provare. Dopo un po’ mi raggiunge e capisce che la svolta non c’è stata ma era un modo per dire: IO ARRIVO ALLA FINE, per me, per loro, per voi. Dopo un’oretta si ferma, ora sono solo!!!

Sono passate 5 ore e 30 minuti, il percorso viene ridotto a 615 mt a giro, mentre corro non mi rendo conto di quanta gente c’è assiepata, di colpo mi sveglio e vedo lo scenario è indescrivibile sul rettilineo del traguardo corri tra due ali di folla festante, ho in mano il mio numero il 354, al termine dell’impresa dovrò attaccarlo laddove arriverò. I crampi mi prendono anche il braccio destro, non si molla, sguardo con sorriso e in avanti verso il percorso. Giro e giro e ancora giro, il tempo scorre inesorabile e le sei ore di corsa di avvicinano, cosi come sono iniziate. Le emozioni che mi percorrono sono sempre più forti, chiedo a mia moglie la T-Shirt con la scritta ALBA, voglio finire con il nome della città di ALBA sulla mia pelle, lei me la porta, mi fermo la metto e riparto ho il desiderio di piangere dall’emozione, ma sono uno stupido uomo e non lo faccio. (Mi sta accadendo la stessa cosa ora.)

La fatica un viatico verso se stessi!!!

Passo per l’ultima volta dal traguardo mancano 50 secondi, meno dieci, meno nove, meno otto … meno tre, meno due e meno uno … i fuochi d’artificio ci dicono che è finita incollo il numero 354sull’asfalto, lo guardo e lo guardo, lo riguardo e gli prometto che ritornerò!!! Sono immagini che mi rimarranno per sempre custodite nel cuore: le persone e il mio numero attaccato sull’asfalto.

Arrivederci al 2013!!!

Le persone sono ancora li a guardare questa sorta di moderni Templari, io pian piano con lo sguardo rivolto al cielo mi avvio verso il traguardo, cerco il cavaliere e le due dame che mi hanno seguito per sei ore. Ci abbracciamo, siamo felici, entusiasti e soprattutto sereni. È ora di cambiarsi, verso le 21 c’è la cena per gli atleti. Io non riesco a mangiare, vago per Banzi, vado avanti e indietro rivedo la corsa, rivedo le persone, rivivo l’atmosfera, sento il caldo sulla pelle. È ora di tornare dal mio numero 354, mi prende l’angoscia che non ci sia più e invece eccolo li incollato all’asfalto e li che mi aspetta per un ultimo saluto, mi piazzo a centro strada e mentre lo fotografo due automobilisti con molta pazienza e gentilezza mi passano accanto lentamente e di lato. Dopo le fotografie penso ora è proprio finita. Invece rifletto e mi dico: No, questo è solo l’inizio di una nuova storia. Tutto quanto ho vissuto oggi, non può terminare in sei ore merita di essere vissuto nuovamente!!! Le ore passano, l’appetito non arriva, scambio quattro chiacchiere con Denise, Luigi, Matteo, Vito, e tanti altri ancora è il miglior viatico che ci sia.  Con Denise, parlavamo di come è stata ben organizzata e curata la Manifestazione, di quella che ci sarà nel 2013 e di cosa possiamo fare per supportare tutto ciò. Perché se è vero che siamo stati ospitati alla grande è pur vero che un patrimonio cosi bello deve essere portato a conoscenza di altri appassionati.

Il tempo passa, il tempo di restare è finito cerco Luigi per un ultimo saluto, cosi come ci siamo incontrati con un abbraccio, uno sguardo ci diamo l’arrivederci, perché di ciò si tratta.

  1. Il viaggio verso casa.

Domenica 06 maggio, che notte, passata a cercare una posizione e a non sentire i morsi della fame. I morsi della fame sono sempre più forti, mi ricordo di avere un panino con wurstel e ketchup sul comodino, piano piano mi alzo e mi accomodo in bagno, dove in un batter d’occhi sparisce il panino!!! Il corpo chiede la sua benzina, dopo un’ottima colazione, partiamo per altri 1000 km!!! Questi sono duri, ci fermiamo più volte negli autogrill dove non manco di mangiare e mangiare, con Valerio ci alterniamo alla guida, tra un cd di Vasco e uno di Vinicio. Che Valerio sopporta molto stoicamente. Verso le 19 siamo a casa, felici e stanchi, contenti e depressi. Durante il viaggio abbiamo progettato le ferie 2013: Camper nei paesi del Nord e puntata a Banzi per la festa del 18 agosto. È giunta l’ora di salutare Valerio e Alexis, amici da sempre e per sempre. Grazie di cuore anche a loro per la pazienza e il calore con il quale mi hanno seguito in questa bella avventura. 

  1. L’arrivederci.

Dicono che il corpo sia il teatro dell’anima, cosi come Banzi è stato il teatro dell’accoglienza, perché l’anima non termina mai di esistere cosi come lo stare bene insieme. 

Ora, nella mia mente o meglio nel mio cuore, c’è solo un desiderio: ritornare il prossimo anno, rivivere tutti i momenti vissuti quest’anno, ripercorrere la sei ore con lo stesso spirito e gioia, assaporare il calore delle persone che per ore sono rimaste incollate a guardare e spingere i “Templari”, godere dello spettacolo del viale di arrivo con le persone assiepate lungo i lati, sentire la musica ad ogni passaggio, udire il proprio nome scandito dallo speaker, ascoltare il proprio corpo che reagisce alla stanchezza, prendere il tuo numero da attaccare sull’asfalto al termine della fatica, gioire e soffrire con chi ha corso al tuo fianco, rallentare e ascoltare il suono dei fuochi di artificio, mangiare con gli altri ad un tavolo comune, vestirsi con gli abiti medioevali, vedere lo scorrere del tempo sulle persone che pacificamente passeggiano in paese, provare la gioia dei più piccoli che si cimentano nella loro gara, diventare un tutt’uno con il paesaggio che ti circonda, cioè vivere e assaporare la serenità!!!

Qui si conclude la mia esperienza, qui ricomincia il mio percorso, qui non termina il mio amore per lo sport, qui non termina la mia riconoscenza verso Banzi, da qui inizia una nuova vita.

E se sono riuscito minimamente a trasmettervi un po’ di quei brividi che sento scorrere sulla pelle quando penso a ciò che è stato, allora pensate anche voi a Banzi e se non la conoscete, basteranno pochi attimi per capire che non ne potrete fare più a meno. Perché La Sei Ore dei Templari non è solo una gara è una Grande Manifestazione di affetto, fratellanza e Sport.

 Un Abbraccio da Antonio, pettorale numero 354.

Anno Salutis 2012, venerdì 11 maggio. 

“Non Nobis, Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam”

Caro, Antonio ricorda che: Panta rhei os potamòs.


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3 Responses to Vivi per essere meraviglia!!!

  1. Jairo Matani Carvalho

    Dopo aver letto Antonio, conclude che 6 ore dei Templari fu una corsa magica incantata, Ho visto le foto capito che il luogo è anche magico e incantato.
    Complimenti a te il tuo angel, il tuo amici Valerio e Alexis.
    Complimenti all’organizzazione.

    Un abbraccio affettuoso Antonio

    Cordialmente Jairo Matani

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